
Il pavone, nell'antichità, era simbolo di immortalità
Pavoneggiarsi significa mostrare un eccessivo compiacimento di sè.
Per la dea Era (Giunone) il pavone era considerato un animale sacro; mentre nell’arte cristiana era simbolo dell’immortalità. Nell’immaginario collettivo, il pavone rappresenta la vanità, riferito alla sua meravigliosa coda che mostra in maniera superba. La persona che si “pavoneggia” tende a mostrare un eccessivo compiacimento di se stessa.
Il suo corpo è piuttosto robusto, nell’ordine dei galliformi è fra gli esemplari più grossi. Il piumaggio del capo è di colore verde-azzurro; il collo e il dorso è di colore blu con dei riflessi verde smeraldo. Il ventre è di colore bruno. Il pavone ha due code: quella vera, anch’essa di colore bruno, e lo “strascico” ossia una serie 100-150 piume chiamate sopracoda, lunghe circa un metro e mezzo, che formano la famosa ruota.
La colorazione del sopracoda è bronzo-rame-dorata, caratterizzata da una sorta di disco con al centro una macchia azzurra, con tonalità diverse e cangianti, chiamato “occhi di pavone”. Queste penne si allargano, fino a formare un meraviglioso ventaglio, ciò avviene durante il periodo degli amori, quando il pavone maschio vuole mostrare tutta la sua bellezza.
Nel periodo autunnale avviene il cambio del piumaggio; a partire dal mese di ottobre perdono le bellissime piume, che riformeranno all’inizio della primavera.
Il sopracoda è una peculiarità del maschio, infatti la femmina è più piccola, il piumaggio ha una colorazione meno vivace ed è appunto priva di strascico.
Esistono varie razze di pavone: comune, bianco e pezzato.
Il pavone vive in gruppi ristretti, costituiti dal maschio dominante e da parecchie femmine; è una piccola società fortemente poligama. La loro terra d’origine è l’India, le zone boscose dell’Himalaya e dell’Isola di Ceylon. Sono esemplari crepuscolari, amano appollaiarsi nei punti più elevati.
La loro alimentazione consiste in frutta, semi, insetti; sono formidabili cacciatori di serpenti.
[Fonte testo: http://www.agraria.org/ ]
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