Gufi e civette…sono davvero uccelli del malaugurio?

Gufi e civette…sono davvero uccelli del malaugurio?

Certo che no! Conosciamoli meglio.

In generale i rapaci notturni, nell’immaginario collettivo, hanno acquisito questa simbologia, ossia capaci di suscitare timore e diffidenza, forse proprio perché la loro attività si svolge durante la notte, oppure per il comportamento predatorio, o per i grandi occhi, per la voce inquietante o per quei due ciuffetti sul capo molto simili a due cornetti diabolici.

In realtà i gufi, le civette, i barbagianni, svolgono un ruolo importante nella catena alimentare e sono di grande utilità per l’uomo: questi rapaci notturni sono ghiotti di roditori infestanti.

La famiglia di questi uccelli comprende ben 300 specie e sono presenti in tutto il mondo. Come noto la loro attività si svolge prevalentemente nottetempo, ma è possibile trovare una specie che cacciano sia di giorno che di notte.

Il loro aspetto è davvero inconfondibile: testa grande e rotonda; grossi occhi frontali; becco adunco; il piumaggio non è molto variopinto, ma la sua consistenza è tale da garantire un’ottima protezione dal freddo della notte; il loro richiamo sonoro è molto forte e può essere udito a grande distanza. Gli artigli sono grandi e forti.

Altre caratteristiche particolari di questi predatori: l’udito altamente sviluppato, sono capaci di percepire ogni minimo fruscio; la vista è molto particolare, riescono a scorgere una preda anche in condizioni di oscurità quasi completa; il collo può essere ruotato completamente, in modo da garantire la visione in tutte le direzioni.

Nel mono della fantasia, gufi, civette e barbagianni sono amici intimi di maghi e streghe, per loro hanno una valenza positiva, sono legati alla chiaroveggenza, portatori di soluzioni ai problemi.  Sono ritenuti i loro messaggeri, come se fossero piccioni viaggiatori. Mago Merlino ha Anacleto, Harry Potter ha Edwige.

Nelle fiabe indiane il gufo è simbolo del buio e della notte, contrapposto all’avvoltoio, simbolo del sole e del giorno. Nella tradizione ebraica rievoca l’abbandono, la desolazione; nel mondo greco invece è considerato segno di tristezza e dipartita.

Nella cultura romana era ritenuto un eccello di cattivo auspicio, annunciatore di sventure, associato alla magia nera. Nell’antico Egitto era accostato alla freddezza, al “sole invisibile” ossia il sole portato nell’aldilà. Nell’antica tradizione cinese era considerato un uccello feroce e nefasto, i bambini che nascevano nel giorno del gufo erano considerati a loro volta violenti.

Nelle leggende nordiche invece erano visti come depositari della saggezza. Nella tradizione dei nativi americani, il gufo era considerato un potente animale, associato a grandi combattenti.

[Fonte: http://www.treccani.it/   http://www.theomegaoutpost.com/ ]

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